Parto da un articolo che ho intravisto e letto qualche giorno fa su Linkedin (cit – Federica Nerini) secondo cui l’Italia non vive di turismo: il post riprendeva un’analisi dell’OCSE (Tourism Trends and Policies 2026) in cui si affermava in sostanza che tra il 2019 e il 2025, mentre il Giappone ha registrato una crescita degli arrivi internazionali del 34%, la Norvegia del 28%, la Turchia del 21%, il Portogallo del 19%, la Grecia dell’11%…l’Italia si ferma al 10%…
La conclusione affermava che ciò che manca in Italia, è la capacità di valorizzare il turismo.
Partendo da questo dato, ci siamo “divertiti” ad analizzare 2 realtà: il Friuli-Venezia Giulia, dove viviamo, e l’Alto Adige, meta molto conosciuta. Vale sempre la regola, non fermatevi sulla precisione del dato, bensì sulla bontà del ragionamento.
Intanto mettiamoci d’accordo su alcune metriche:
L’ISTAT stima una leggera flessione negli arrivi nel 2025 rispetto il 2024 ma una crescita nella permanenza:
| Indicatore | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Arrivi | 139,6 milioni | 138,3 milioni (-0,9%) |
| Presenze | 466,2 milioni | 476,9 milioni (+2,3%) |
| Permanenza media | 3,34 notti | 3,45 notti |
| Territorio | Arrivi | Var. su 2024 | Presenze | Var. su 2024 | Permanenza media |
|---|---|---|---|---|---|
| Alto Adige/Südtirol | 9,1 milioni | +3,9% | 38,2 milioni | +3,1% | 4,20 notti |
| Friuli Venezia Giulia | 5,34 milioni | +7,7% | 11,03 milioni | +6,5% | 2,07 notti |
In sostanza l’Alto Adige ha circa 1,7 volte gli arrivi del FVG ma genera quasi 3,5 volte le presenze con una durata del soggiorno di 4,2 notti (AA) contro le 2,1 notti (FVG).
Il FVG sta crescendo molto più velocemente dell’AA sia in termini di arrivi (+7,7% contro +3,9%) che di presenze (+6,5% contro +3,1%), per effetto della forte campagna pubblicitaria degli ultimi anni.
L’Alto Adige nel 2025 (si tratta sempre di stime) ha registrato:
È ovviamente una destinazione montana, con una forte prevalenza di turisti tedeschi (45%), che ha saputo destagionalizzare:
In sostanza la proposta estiva – seppur parliamo di montagna – rappresenta il 62% delle presenze con un’offerta ricca e variegata in cui la Val Pusteria è il campione assorbendo circa 1/3 delle presenze totali.
Il Friuli-Venezia Giulia è invece una destinazione mista, mare, montagna e città d’arte che nel 2025 ha registrato:
In realtà uno stesso turista potrebbe andare al mare e poi visitare una città d’arte…ad ogni modo Lignano è la destinazione principale con 3,88 mln di presenze e il mercato tedesco (Austria + Germania) rappresenta il 45% del totale.
La montagna rappresenta solo 12% delle presenze ma con una crescita del 9% ca ed un potenziale assolutamente inespresso.
Le città d’arte rappresentano il vero boost della regione, probabilmente sulla scia dei numerosi eventi (Gorizia GO!2025, Pordenone città della cultura 2027…).
Ovviamente le 2 realtà non sono paragonabili sui numeri…
L’Alto Adige genera 21 volte gli arrivi e 29 volte le presenze del FVG…è ovviamente un mercato molto più maturo, con una proposta articolata ed una storicità affermata.
Banalmente l’Alto Adige è un brand, il Friuli-Venezia Giulia no, almeno non ancora (e non sappiamo se intende diventarlo).
Ricordo che l’Alto Adige diversi anni fa lanciò il marchio territoriale che vediamo sui cartelli stradali ma che oggi vediamo su tantissimi prodotti dell’agroalimentare e non solo. Non esiste un valore di quanto generi il marchio ombrello Alto Adige Sudtirol ma possiamo stimarlo:
Complessivamente il valore finale va dai 3.2 mld ai 4,3 mld di euro.
Con circa 9,1 mln di arrivi ed una ipotetica spesa media di euro 20/30 ad arrivo (ma vi posso assicurare che lo scontrino medio è molto più alto), possiamo stimare un valore generato dal turismo che oscilla tra 330 e 520 mln di euro.
Quindi il modello funziona: destinazione turistica che genera la famosa “esperienza” che induce ad acquistare un prodotto durante il soggiorno che produce un ricordo positivo che stimola il riacquisto online (o la scelta nello scaffale della GDO) che poi riaccende la passione per la destinazione.
Calcolare un indice di performance (KPI) attendibile è complicato, ma ci possiamo provare.
Innanzitutto, calcoliamo la spesa turistica stimata (usiamo i dati certi del 2024 attinti dai bilanci di IDM e PromoTurismoFVG);
| Territorio | Presenze 2024 | Spesa media | Valore economico |
|---|---|---|---|
| Alto Adige | 37,1 milioni | €150-€190 | €5,57-€7,05 miliardi Valore medio: €6,3 miliardi |
| Friuli Venezia Giulia | 10,36 milioni | €110-€140 | €1,14-€1,45 miliardi Valore medio: €1,29 miliardi |
Se consideriamo i budget marketing delle 2 realtà, arriviamo a:
In pratica 1 euro investito in attività promozionale in Alto Adige genera una spesa turistica di €250-€420, in FVG di €70-€120.
Se poi rapportiamo la spesa in advertising per le presenze e arrivi:
…in pratica FVG spende circa 1,5-4 volte in più dell’AA per arrivi e presenze.
Ma la forbice si manifesta ancora di più se analizziamo le notti…
In Alto Adige un arrivo vale 2,5-3 volte in più rispetto al FVG.
Sfatiamo quindi l’affermazione secondo cui l’Alto Adice gode di molte risorse rispetto agli altri…i numeri ci dicono altro e non mi fermerei solo sulla quantità di spesa.
Da un lato abbiamo un sistema che funziona in tutte le sue componenti, che riceve molto ma sa investire in modo razionale, limitando le spese inutili e, soprattutto, facendo sistema: il prodotto è uno, uno solo e si declina, come abbiamo visto, in un prodotto turistico e molti altri; qui tutti coloro che lavorano nel turismo lo fanno al 100%, non a tempo perso e ogni singola proposta è cliente-centrica.
Dall’altro lato abbiamo una realtà che sta investendo molto, soprattutto nella creazione di “contenuti” capaci di attrarre turisti; mi chiedo se sia una strada percorribile nel tempo, creare eventi per fare branding (e far conoscere le località) confidando poi in un ritorno nel tempo…prima però si dovrebbe puntare allo sviluppo dell’ecosistema FVG, di ciò che ruota attorno…banalmente da un portale di prenotazione “user friendly” all’accoglienza in loco (troppe attività che aprono solo nel weekend, sintomo che il turismo è un’attività lavorativa complementare), da una cura del territorio che oggi non rispecchia né valorizza un patrimonio unico (anche qui gli Altoatesini sono stati bravissimi a comunicare al mondo che le Dolomiti sono un loro patrimonio quando la maggior parte del territorio dolomitico si estende in provincia di Belluno) fino ad arrivare alla creazione di un marchio FVG, magari come acronimo di “Fieri della nostra identità”, “Veri e spesso diretti (fin troppo)” e “Genuini perché quello che vedi non è mai un’esagerazione della realtà”.

Chi fa che cosa: una lezione

KPI automotive: misurare i dati serve

Il marketing nell’automotive: l’eterno trade off






Attraverso l’utilizzo di tutte le leve del marketing, aiutiamo le aziende nel loro processo di crescita, gestendo in outsourcing la funzione marketing o affiancando i marketing team nelle operations
Se hai bisogno di maggiori informazioni contatta il nostro assistente virtuale Marketo

Dove siamo
Chiamaci
Scrivici
market adv, © 2024